Nell’opera dei grandi scrittori italiani del passato (da Dante a Leopardi) si può individuare un contributo specifico a quell’unità nazionale che ha anticipato e sostituito per molto tempo l’unità politica.
Dal 1861 la letteratura ha fornito un apporto decisivo alla coesione e all'identità culturale e civile.
Gli scrittori potranno ancora contribuire in futuro a formare e mantenere una coscienza nazionale?